Il Ministero dell’Economia avvia il superamento degli studi di settore, che ora diventano “indicatori di compliance”. Alla definizione dei nuovi strumenti, voluti dal Tesoro “per sottolineare l’importanza dell’adempimento spontaneo agli obblighi fiscali, in linea con i principi della riforma fiscale realizzata negli scorsi mesi, sono impegnate la Sose e l’Agenzia delle Entrate”.
Nella sede del Sose, spiega il Ministero, c’è stata “una riunione della commissione degli esperti per gli studi di settore durante la quale è stata presentata ad associazioni di categoria ed ordini professionali una serie di proposte di innovazione metodologica a seguito delle attività di sperimentazione effettuate nei mesi scorsi”. Il nuovo strumento, “che consentirà il superamento degli studi di settore e l’abbandono del loro uso come strumento di accertamento presuntivo, verrà messo a punto con gradualità. Intanto l’ampliamento della sperimentazione assume priorità già da oggi”.
L’indicatore di compliance, sottolinea il Tesoro, “è un dato sintetico che fornisce, su scala da uno a dieci, il grado di affidabilità del contribuente. Se il contribuente raggiunge un grado elevato avrà accesso al sistema premiale che prevede oggi, tra l’altro, un percorso accelerato per i rimborsi fiscali, l’esclusione da alcuni tipi di accertamento e una riduzione del periodo di accertabilità”.
“La riunione della Commissione degli esperti, nella quale sono state accolte le nostre proposte, segna un passaggio fondamentale nella vita degli studi di settore”. Lo dice Rete Imprese Italia, sottolineando che “nelle intenzioni del Governo gli studi di settore non costituiranno più uno strumento di accertamento, ma di selezione delle imprese, mirato a individuare il grado di ‘affidabilità e compliance’ a cui è connessa la riduzione dell’attività di controllo. Non ci sarà più, quindi, alcun ricavo di congruità a cui uniformarsi, ma i ricavi dichiarati, sempre integrabili in dichiarazione, contribuiranno, insieme ad altri elementi, al raggiungimento del grado di ‘affidabilità e compliance’. Rete Imprese Italia ritiene essenziale la fase di affinamento e di condivisione della nuova metodologia di costruzione al fine di valutare gli effetti in termini globali dei risultati sull’intera platea dei soggetti per cui si renderanno via via applicabili. La prossima Legge di bilancio dovrà contenere, quindi, le conseguenti e necessarie modifiche normative e anche l’atteso rafforzamento del sistema di premialità, destinato a ridurre la pressione fiscale sulle imprese più meritevoli”.



