News

Sangalli: servono anche politiche di stimolo alla domanda

Pubblicato martedì 18 ottobre 2016

“Oggi stiamo toccando tutti con mano, imprese e famiglie, i primi segnali tangibili di un nuovo rallentamento della nostra economia. Un rallentamento che, certamente, sconta ancora gli effetti di uno scenario internazionale che, tra crisi dei migranti, recessione in alcuni paesi emergenti, Brexit e attentati terroristici, ha reso la situazione più incerta e complessa. E il crollo della fiducia dei consumatori negli ultimi mesi ne è, forse, il sintomo più evidente. Ma c’è, per fortuna, anche qualche indicazione positiva, che non va trascurata, come il miglioramento ad agosto della produzione industriale e dei consumi, come risulta dal nostro indicatore congiunturale. Il nostro Paese ha, comunque, tutte le carte in regola per fare di più e, infatti, vogliamo mantenere una quota di ottimismo prevedendo per il 2016 una crescita intorno all’1%”. E la legge di bilancio va in questa direzione. Apprezziamo, infatti, i contenuti innanzitutto perché ha scongiurato l’aumento dell’IVA che in una fase di debolezza della domanda sarebbe stata un duro colpo per i consumi, ma soprattutto perché risponde alla doppia esigenza di continuare nella politica distensiva in tema di pressione fiscale e di sostegno alle imprese per una maggiore produttività e per il rilancio degli investimenti”, così il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commentando le misure contenute nella legge di stabilità.
“Quello che ci attendiamo come per altro già annunciato dal Governo per il 2018 un percorso certo, graduale e sostenibile di riduzione delle aliquote Irpef, una misura di cui beneficeranno tutte le famiglie e che ricostruirà il capitale di fiducia necessario per ritornare a crescere e meno timidezza nell’aggredire la spesa pubblica improduttiva che ancora presente ampi margini di riduzione. Vinta una battaglia non è finita la guerra. Le clausole per il 2017 neutralizzate si ripropongono per il prossimo biennio, passando questa volta a 10,5 miliardi di euro per il 2018 e quasi 20 miliardi di euro per il 2019. Nel frattempo, gli spazi di flessibilità contrattata con l’Europa tendono a restringersi. La strada è, dunque, obbligata. Non ci resta che crescere. Chiediamo al Governo coraggio e determinazione per eliminare gli sprechi e la spesa pubblica improduttiva che, come abbiamo dimostrato in una nostra recente analisi, solo negli enti locali – Comuni, Province e Regioni – ammontano a ben 21 miliardi. E sarebbero tutti risparmi netti, cioè senza ridurre i servizi ai cittadini”, ha concluso Sangalli.

    Richiesta Manuale HACCP

    Caricando...