Il cesenate dettagliante alimentare Marino Pieri, 55 anni, titolare di un piccolo supermercato a Sala di Cesenatico, è il nuovo presidente della Fida Confcommercio provinciale di Forlì-Cesena.
“Il sindacato opererà ora in una logica concertata e unitaria nel territorio provinciale – osserva il presidente – e crescerà la nostra forza di rappresentanza nei confronti di una categoria storica della rete distributiva. Confcommercio cesenate ha da poco celebrato il 70° di attività e inegozi di generi alimentari furono dei pilastri nel primo dopoguerra attorno a cui si sviluppò la crescita economica e sociale”.
I piccoli negozi dei dettaglianti alimentari cesenati resistono attenti al rapporto fiduciario con i clienti, al servizio di qualità e al presidio sociale nel territorio, ma chiedono maggiori tutele. Avvicinandosi il periodo delle feste natalizie e, con esse, il rischio concreto di trovare i supermercati aperti perfino nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno, Fida cesenate invita a riprendere in mano il disegno di legge, fermo da mesi in Commissione al Senato, sulle chiusure festive negli esercizi commerciali.
“Non si tratta – spiega il presidente Fida cesenate Marino Pieri – di una questione soltanto di carattere morale, perché il tempo da dedicare alla famiglia è comunque sacrosanto, non solo per i lavoratori dipendenti ma anche per gli imprenditori. Si tratta ugualmente di una questione di carattere economico, perché la deregolamentazione delle aperture festive ha portato solo all’impoverimento del tessuto commerciale: non ha fatto crescere i fatturati ma soltanto spostato quote di mercato verso la grande distribuzione. Noi di Fida – conclude – rimarchiamo il valore della pluralità distributiva e lo vogliamo difendere convinti che sia un bene per la collettività. Per questo riteniamo indispensabile eliminare la disparità insita nelle aperture commerciali 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno”.
Il clima di fiducia delle imprese del dettaglio alimentare ha subito una frenata nei primi sei mesi del 2016: è quanto emerge dall’Osservatorio congiunturale della Fida. “Purtroppo – spiega Pieri – come avevamo avuto modo di percepire i primi mesi dell’anno, l’auspicata ripartenza non c’è stata. Il potere di acquisto delle famiglie resta ridotto, anche nei necessari consumi alimentari che non possono essere certo definiti voluttuari. Le politiche economiche devono tenere presente questo andamento, cercando ogni leva possibile per far ripartire i consumi interni e di conseguenza il Paese. Per quel che concerne il credito, circa un’impresa su quattro ha chiesto un fido, un finanziamento o la rinegoziazione di un fido o di un finanziamento negli ultimi sei mesi. Tra coloro che hanno inoltrato la domanda, il 38,5% si è visto accordare il credito auspicato”.
In merito ai cambiamenti in atto sui consumi alimentari, Pieri precisa: “È diminuita la corsa agli accaparramenti, dettata anche dal fatto che i prodotti scontati sono ormai continuativi. Ci sono maggiore oculatezza e sensibilità verso la qualità dei prodotti e gli ingredienti. Ci pare cresciuta la consapevolezza che è importante alimentarsi bene e aumenta così anche la nostra responsabilità come categoria. L’utilizzo delle nuove tecnologie – conclude Pieri – nei nostri ambienti di lavoro, l’attenzione al cliente e alla qualità del prodotto, il nostro essere innovativi pur mantenendo la tradizione: questi sono gli elementi che costituiscono la nostra forza ed è questa la direzione che dobbiamo perseguire. Il nostro valore aggiunto è essere rimasti un presidio sociale come negozio di quartiere, al servizio di tutte le categorie di cittadini, inclusi i più bisognosi. Nei quartieri, nelle frazioni e nei paesini il negozio di generi alimentari è una presenza identitaria e familiare”.



