Donatella Prampolini, vicepresidente nazionale di Confcommercio e numero uno di Fida, intervistata dal Quotidiano Nazionale, non ci sta: lavorare a Pasqua, Pasquetta, Natale e Santo Stefano. Ci vogliono regole.
“Questa deregolamentazione di turni e orari in Europa ce l’abbiamo solo noi, Bulgaria e Irlanda. Colpa del decreto Salva Italia di Mario Monti. Prima si lavorava al massimo tredici ore, adesso si può arrivare agli eccessi del Carrefour che sta aperto 24 ore su 24. Un’assurdità. Prima del Salva Italia, il 95% delle necessità dei consumatori era comunque soddisfatta con le 13 ore massime di apertura. Gli orari no stop permetteranno un aumento del fatturato del 2-5 per cento che, però non viene ripagato dall’aumento dei costi necessario per tenere aperto 11 ore in più. I nostri associati al 99 per cento oggi, giorno di Pasqua, chiudono. Ed è giusto così. Le tradizioni vanno rispettate, i lavoratori devono avere il tempo per stare in famiglia”.
La soluzione per fermare il Far West? “Bisognerebbe approvare il disegno di legge che è fermo al Senato da un anno – afferma Donatella Prampolini – che prevede le giornate di chiusura obbligatoria e sposta le competenze sugli orari di chiusura alle Regioni e non più allo Stato come voluto dal Salva Italia”.
Serravalle outlet, però, restando aperto a Pasqua, ci guadagnerà parecchio… “Eh certo, sfruttando il fatto che gli altri esercizi, magari più piccoli, chiuderanno. Ma oltre all’aggressiva caccia al fatturato esistono anche le nostre tradizioni, che vanno rispettate. Oltre alla caccia al fatturato vanno rispettate le nostre tradizioni”



