Il negoziante, il professionista o l’artigiano non accetta di farsi pagare con carta di credito o bancomat? Scatta una sanzione da 30 euro per ogni volta che il pagamento elettronico viene rifiutato.
“Entro settembre prevediamo di firmare il decreto che introduce le prime sanzioni per chi rifiuta un pagamento elettronico”, annuncia infatti Luigi Casero, viceministro dell’Economia. La bozza del decreto attuativo del ministero dell’Economia e di quello dello Sviluppo Economico, dovrà dare sostanza all’obbligo per esercenti e professionisti di dotarsi di Pos e accettare i pagamenti non in contanti a partire da 5 euro, come prevede la Legge di stabilità 2016. Ma, spiega ancora Casero, non si tratterà solo di multa per chi non ha il Pos: “Vogliamo inserire questa norma all’interno di un quadro più ampio, per spingere tutto il sistema a un deciso spostamento verso i pagamenti elettronici in Italia”, dove oggi, lo dicono i dati europei raccolti dalla Bce, siamo indietro sia come somme pagate con le carte elettroniche, sia come numero di operazioni all’anno.
Per questo il governo punta anche sul recepimento di una direttiva europea che arriverà dopo l’estate e nelle stanze del Tesoro c’è chi pensa a introdurre in una qualche misura il “contrasto d’interessi” sui pagamenti non in contanti. Chi usa la carta per saldare l’idraulico, pagare il tassista o per la parcella del medico potrebbe avere un piccolo sgravio fiscale su quella spesa di cui ha lasciato traccia elettronica, proprio in virtù del suo effetto anti-evasione. È una misura già adottata con qualche successo in Portogallo e anche per questo – con in mente proprio la lotta all’evasione – ci si riflette in Italia.
Già nel 2012 il governo Monti aveva indicato nel decreto 179 l’obbligo di accettare pagamenti con bancomat. Obiettivo: lotta all’evasione fiscale e ai costi di gestione associati ai contanti, che secondo la Banca d’Italia pesano da soli per circa 8 miliardi di euro l’anno sul sistema Paese. L’obbligo di legge è poi scattato a tutti gli effetti nel 2014 e l’anno scorso – con la Legge di Stabilità – è stato esteso anche alle carte di credito e portato dai 30 euro di soglia minima iniziale a 5 euro. Proprio la trattativa per escludere alcune categorie di professionisti dall’obbligo preoccupa però alcuni sostenitori dei pagamenti elettronici. “In realtà il ministero dell’Economia sta ostacolando il decreto, che era già pronto da tempo e aspettava solo la sua firma”, accusa Sergio Boccadutri, responsabile innovazione del Pd e autore dell’emendamento della Legge di Stabilità che introduce l’obbligo. Il timore, condiviso anche da alcune associazioni dei consumatori, è quello di un ennesimo rinvio. “E senza sanzioni la sola cosa che il consumatore può fare è andarsene senza pagare”, dice Boccadutri. “Proprio così: lascia i propri dati e dice che potrà pagare non appena gli accetteranno il pagamento con carta. La legge lo permette, perché se adesso se non mi accetti la carta è come se non accettassi i miei euro in contanti”.



