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Blocco dei licenziamenti, il governo cerca una mediazione

Pubblicato sabato 31 ottobre 2020

Il governo è al lavoro per trovare una mediazione sulla proroga del blocco dei licenziamenti che possa accompagnare il prolungamento della Cig causa Covid ben oltre il 31 gennaio prossimo, almeno fino al 20 marzo. Sul tema, su cui si era sfiorato lo scontro con Cgil Cisl e Uil, i ministri Catalfo e Patuanelli hanno sondato le imprese. Dal mondo datoriale il messaggio è stato abbastanza univoco: la proroga della cassa Covid e del blocco dei licenziamenti non può, in sostanza essere ‘pagata’ dalle imprese. No, dunque, a quei contributi aggiuntivi previsti per legge per l’utilizzo della cassa Covid. Potrebbe essere questa la base della nuova proposta che il governo starebbe cercando di mettere a punto in vista del nuovo incontro con Cgil, Cisl e Uil con cui mettere in equilibrio le esigenze di tutti. Allo studio, infatti, la possibilità di disegnare un intervento con cui ridurre parte degli oneri addizionali previsti dal Dl Agosto per l’accesso alla Cig per Covid e lamentati dalle aziende: o riducendo l’onere aggiuntivo previsto per quelle imprese che non lamentano un calo di fatturato o intervenendo con una sorta di decontribuzione del costo del lavoro che sgravi le aziende della parte di contributi dei lavoratori che restano comunque a carico delle imprese.

Confcommercio: “proroga degli ammortizzatori e gestione accorta del divieto di licenziare”
È necessario che il divieto di licenziamento si accompagni a un intervento sugli ammortizzatori sociali emergenziali e che venga gestito con accortezza, confermando e ampliando le possibilità di deroga e prevedendo anche l’ipotesi di poter ricorrere ai licenziamenti una volta esaurite le settimane di fruizione dei trattamenti.  Lo ha sostenuto Confcommercio – rappresentata dalla vicepresidente con delega al lavoro, Donatella Prampolini, e dal segretario generale, Luigi Taranto – in un incontro in videoconferenza con i ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico, Nunzia Catalfo e Stefano Patuanelli.
Quanto alla  riforma degli ammortizzatori sociali, per la Confederazione occorre che “si collochi in una fase di ripartenza del ciclo economico. Dovranno essere inoltre salvaguardati  quegli strumenti che in questa fase hanno dimostrato di essere abbastanza flessibili per le nostre tipologie di imprese, come il Fondo di Integrazione Salariale (FIS), prevedendo una loro estensione anche alle imprese più piccole e al mondo del lavoro autonomo”.

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