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Bresciani (Vice Presidente Fida) su aumento prezzi prodotti ortofrutticoli : c’è il libero mercato

Pubblicato mercoledì 18 gennaio 2017

“Gli aumenti dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli se da un lato rispondono certamente alle difficoltà meteo e al venir meno di molti prodotti sui mercati e alle problematiche della logistica dei trasporti causate dalle nevicate e dalle gelate, dall’altra si prestano a fare da alibi alle speculazioni”. Lo afferma in un comunicato il presidente di Assofrutterie Fiesa-Confesercenti, Daniele Mariani, che aggiunge: “È già da alcuni giorni che si notano tensioni che non possono essere che speculative. Segnaliamo che su tanti prodotti si sono rilevati aumenti anche del 200-300%: non sono giustificati in nessun modo, né dal maggior consumo di carburante per riscaldare le serre né dai trasporti difficoltosi poiché sono significativamente aumentati anche i prodotti di località non interessate dalle cattive condizioni meteo”. “È evidente – aggiunge Mariani – che ci sono in azione lungo la filiera elementi di speculazione che si riverberano negli acquisti: chi ne fa le spese è il consumatore e la distribuzione al minuto che si vede scaricare gli aumenti e comunque deve diminuire la marginalità per poter mantenere attrattività competitiva”.
Di parere diverso l’associazione di categoria che raggruppa i dettaglianti ortofrutticoli all’interno di Fida-Confcommercio: “Operiamo in un contesto di libero mercato dalle dinamiche chiare e note”, spiega il Vice Presidente Livio Bresciani. “In situazioni come queste si cerca di vendere al meglio, ma riteniamo non ci siano operazioni speculative di significativa entità. Anche perché il consumatore è maturo e consapevole, boccia eventuali situazioni estreme limitando o allontanandosi dall’acquisto fino a quando non tornano condizioni normali: si può vivere tranquillamente senza comprare un determinato ortaggio per qualche giorno”. Per Bresciani, infine, “questa ondata di gelo sta destando scalpore, ma non va dimenticato che siamo in pieno inverno, un inverno rigido e non mite come quello cui forse ci si era abituati. E le conseguenze sono anche aumenti di quotazioni legate all’offerta esigua”.

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