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Fida: no tasse a chi apre un negozio chiuso, a Padova è già realtà

Pubblicato martedì 1 ottobre 2019
Fida: no tasse a chi apre un negozio chiuso, a Padova è già realtà

Agevolazioni fiscali per chi apre un negozio chiuso: l’esperienza di Padova, recentemente proposta anche a Cadoneghe, potrebbe estendersi a tutti i comuni del Veneto.
Ci crede il presidente regionale Fida, Michele Ghiraldo, che lancia l’appello ai sindaci di tutta la regione perché adottino il modello già in vigore nella città del Santo. Un accordo tra Ascom e Comune che prevede, nei primi due anni di attività, agevolazioni fiscali per la riapertura di negozi chiusi da almeno 12 mesi e con una superficie fino a 500 metri quadri.
Secondo l’accordo, del quale si è parlato anche nell’ultimo Consiglio di Fida Veneto, le imprese in possesso dei requisiti previsti dal regolamento possono richiedere un contributo economico legato all’importo versato a titolo di Tari, canone Cosap e imposta di pubblicità e riparametrato a 365 giorni interi di attività.
In questo modo, a 18 mesi dal bando ‘Riapriamo con te’, sono 22 i negozi che hanno riaperto a Padova. Non solo in centro città, ma anche in molti quartieri periferici.
“In diverse province la questione dei negozi chiusi ha assunto dimensioni drammatiche – spiega Ghiraldo – Penso ad alcuni paesi del Bellunese, dove proprio in questi giorni il mio collega di Fida, Sandro Lavanda, ha lanciato un appello per salvare le piccole attività di montagna. Secondo i dati della Camera di Commercio di Belluno, infatti, in 35 dei 64 paesi della provincia si contano meno di 10 esercizi alimentari per comune, e dal 2009 al 2018 gli alimentaristi bellunesi sono passati da 885 a 800 (-9,6%)”.
“L’obiettivo è rivitalizzare il territorio e riqualificare le attività commerciali senza incidere sul consumo di suolo – aggiunge Ghiraldo –. Vorrei che tutti i sindaci del Veneto facessero loro il principio ‘meno cemento, più vita’ nel solco dell’accordo stipulato a Padova. Sarebbe un segnale importante, soprattutto alla luce del triste primato nazionale rilevato in questi giorni dall’Ispra riguardo la nostra regione, e la città di Padova in particolare, sul fronte del consumo di suolo”.

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