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Ipotesi calo Irpef da 3 miliardi

Pubblicato lunedì 9 maggio 2016

Una mini-sforbiciata all’Irpef, stavolta  guardando al ceto medio, quello escluso finora sia dagli interventi in favore dei redditi bassi (gli 80 euro) sia da quelli che hanno alleggerito il fisco per le imprese. Sarebbe questa una delle idee che il governo sta esplorando per portare avanti il piano per il taglio delle tasse.
Certo, le scadenze sono già state più volte indicate, e per ora confermate, e prevedono per il 2017 il taglio dell’Ires – già messo nero su bianco con l’ultima legge di Stabilità – e per il 2018 un intervento invece sulla pressione fiscale sui redditi.
Il tormentone di un possibile anticipo del taglio dell’Irpef è però già scattato da tempo e, nel frattempo, proseguono studi e simulazioni degli effetti, e soprattutto dei costi, delle diverse ipotesi. Come ha detto il premier Matteo Renzi, l’ideale sarebbe “ridurre le fasce Irpef, che sono cinque”, ma una rimodulazione così radicale avrebbe costi attualmente insostenibili per le casse dello Stato.
Visti i margini ridotti di manovra, e i 15 miliardi di clausole di salvaguardia sull’Iva da bloccare, si stanno quindi studiando altre possibilità. Come quella di intervenire appunto con una limatura di un punto delle attuali aliquote intermedie al 27 e al 38%. Intervento che costerebbe circa 3 miliardi e che potrebbe scattare, se i conti lo permettessero, già dal prossimo anno.
Niente comunque, dicono dal governo, è ancora deciso, nemmeno la filosofia di fondo da seguire. E qualunque misura verrebbe comunque dettagliata, con le relative coperture, non prima dell’autunno e della legge di Bilancio per il 2017.
“Al di là delle modalità operative, finalmente arriverebbe un segnale chiaro nella direzione di una riduzione permanente e non selettiva delle imposte, ancorché graduale e compatibile con i vincoli del bilancio pubblico. Una misura che va nella giusta direzione e accoglie le indicazioni più volte formulate da Confcommercio“: questo il commento della Confederazione all’ipotesi di anticipare il taglio dell’Irpef al 2017.
“Il taglio – prosegue Confcommercio – risulterebbe efficace perché proprio l’imposta sul reddito è quella che tutti i cittadini, a vario titolo, pagano, e quindi tutti i cittadini ne beneficerebbero. A questo proposito, sarebbe opportuno rafforzare l’intervento cogliendo l’opportunità offerta dalla minore spesa per interessi sul debito rispetto a quanto programmato che, secondo la Corte dei Conti, renderebbe disponibili risorse aggiuntive per oltre 4,5 miliardi di euro nel 2017”.

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